CAMPANIA – I vescovi fissano regole più rigide su feste religiose

I Vescovi della Campania riuniti nella Conferenza episcopale hanno fissato regole e criteri per l’organizzazione e lo svolgimento delle feste religiose a carattere popolare allo scopo di evitare degenerazioni.  Il documento, che segue quello del 1973, è siglato da tutti i vescovi campani ed è stato presentato alla presenza dell’Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, presidente della Conferenza episcopale campana.
Nel documento si sottolinea come l’equilibrio tra il momento liturgico e il momento ludico della festa debbano essere "frutto di un sapiente dosaggio". Ferree le regole per quanto riguarda la realizzazione del momento ludico delle feste perché – si legge nel testo – "non é concepibile che una festa religiosa si riduca a manifestazione paganeggiante, con sperpero di denaro per cantanti e fuochi d’artificio".
Il documento pertanto stabilisce che a organizzare la festa è il Consiglio parrocchiale che può avvalersi di un comitato esterno presieduto dal parroco cui spetta il compito di individuarne i componenti. Il comitato, inoltre, non deve avere carattere permanente e si scioglierà con la conclusione della festa il cui programma deve essere preparato dal Consiglio parrocchiale e approvato dalla Curia un mese prima. Da ciò, il divieto per le Confraternite a organizzare feste né a costituirsi "autonomamente" in comitato senza autorizzazione del parroco. Vietati "rigorosamente" spettacoli "leggeri".
Regole che saranno comunicate in questi giorni a tutti i parroci campani. A i Vescovi il compito di controllare l’applicazione delle norme stabilite. Qualora si ravvisino irregolarità, non è esclusa la possibilità che si ricorra alla "sanzione estrema" che prevede la sospensione della festa. 

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