CAMPANIA – I sindacati denunciano la grave situazione del settore edile

Il settore delle costruzioni in Campania ha perso 18mila posti di lavoro e circa 1.200 imprese nell’ultimo anno. A favorire la chiusura delle imprese spesso è l’inefficienza della pubblica amministrazione per i ritardi insostenibili nei pagamenti delle opere. Quindi imprese in difficoltà finanziarie che finiscono nelle mani degli strozzini e della criminalità. A tutto questo si aggiunge la diffusione del lavoro sommerso ed irregolare e del caporalato. A denunciare la grave situazione, ancora una volta, sono i sindacati degli edili di Cgil, Cisl e Uil della Campania, che richiamano l’attenzione della Regione, delle Prefetture e delle Istituzioni locali per sollecitare provvedimenti adeguati e concertati. Secondo gli stessi sindacati e le associazioni di categoria del settore, il rilancio delle costruzioni, dentro uno sviluppo sostenibile, deve avvenire attraverso la realizzazione di opere importanti e utili alle comunità, dalle infrastrutture alla riqualificazione territoriale, ma anche con l’adozione di interventi regolativi che garantiscano qualità e legalità, certezze dei tempi nelle decisioni e nella realizzazione delle opere.

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