CAMPANIA – 18 arresti per vendita di droga e armi da guerra

Droga, armi comuni e da guerra, usura e ricettazione: sono i reati contestati a vario titolo ai 18 indagati nei cui confronti i carabinieri questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo gli investigatori, è stata smantellata una vera e propria centrale del malaffare a cavallo delle province di Napoli e Salerno. L’organizzazione, secondo le accuse sostenute dalla Dda di Napoli e confermate dal Gip che ha emesso i provvedimenti, ruotava intorno alla figura di un ex carrozziere di Pompei, Ferdinando Cirillo. L’uomo, finito in carcere oltre a fornire armi e munizionamenti alle bande dedite agli assalti ai furgoni portavalori, avrebbe allacciato anche rapporti molto stretti con Giovanni Antonio Vangone, ritenuto elemento apicale del clan Gallo-Limelli-Vangone, operante nell’hinterland vesuviano. Secondo gli inquirenti, Cirillo oltre a fornire le armi, acquistava droga dal clan e poi provvedeva a farla smerciare nella zona.
Le indagini, avviate dai carabinieri del Ros nel 2011, nell’ambito delle ricerche del latitante Francesco Matrone, arrestato dai carabinieri il 17 agosto scorso ad Acerno (Salerno), hanno consentito di scoprire l’attività illecita dell’ex carrozziere, attualmente commerciante di legname che, secondo l’accusa era dedito al prestito di denaro ad alcuni ristoratori di Pompei e del Vesuviano con tassi usurari.
Il vice comandante dei carabinieri del Ros, colonnello Pasquale Angelosanto, ha spiegato che Cirillo è accusato anche di aver imposto a pizzerie e ristoranti la fornitura di legna da ardere. Nel corso delle indagini i militari, 120 in tutto quelli impegnati nell’operazione odierna, hanno scoperto che Cirillo avrebbe anche fornito ad una banda specializzata negli assalti ai furgoni portavalori un fucile d’assalto Kalashnikov e una pistola con relativo munizionamento.

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