Campagna (SA) – Un articolo del Corriere della Sera parla di truffa costruita ad hoc

"Il presunto eroe" Palatucci, tutte le ombre sulla vita dello "Schindler italiano".
E’ questo il titolo di un articolo apparso oggi sull’edizione on line del Corriere della Sera, scritto dalla corrispondente da New York, Alessandra Farkas. Sottotitolo altrettanto da brividi … "Si dice abbia salvato oltre 5.000 ebrei in una regione dove non ve n’erano neanche la metà. Mito o truffa clamorosa?"

In un corposo e lungo articolo l’autrice prima ricorda la storia "ufficiale" dal salvataggio di migliaia di ebrei e poi la deportazione e l’uccisione di Palatucci nel campo di concentramento di Dachau e poi si enumerano una serie di testimonianza di storici e ricercatori secondo cui il più celebrato tra i "giusti" italiani, il mito di Palatucci non sarebbe altro che una truffa clamorosa orchestrata da amici e parenti del presunto eroe. Addirittura, in "Giovanni Palatucci, Una Giusta Memoria", Marco Coslovich ricostruisce l’ambiguo profilo professionale di un vice commissario di polizia che appena trentenne giura fedeltà alla Repubblica di Salò. L’autore tra l’altro sottolinea che "Palatucci non fu mai questore di Fiume ma vice commissario aggiunto sotto il controllo di superiori notoriamente antisemiti". E in questo caso, "le carte mostrano che egli era considerato un funzionario modello".

Infine, sempre secondo l’articolo del Corriere, secondo lo storico veneziano Simon Levis Sullam, l’affaire Palatucci s’inserisce nella questione più vasta di come la persecuzione antiebraica nell’Italia Fascista e il ruolo degli italiani sono stati rappresentati nei 68 anni dalla fine della guerra. Insomma.. il mito del bravo italiano ha costituito dopo la 2nda guerra mondiale una fonte di auto-assoluzione collettiva.

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