Camerota, appalti a imprenditori amici. Arrestati due ex sindaci. Emergono altri dettagli

Era partita da un accertamento inerente l’appropriazione dei proventi della Tosap da parte di funzionari pubblici del Comune di Camerota l’indagine dei carabinieri della Compagnia di Sapri che ha svelato un presunto sistema criminale finalizzato – secondo gli inquirenti – alla metodica spartizione delle gare d’appalto comunali, sistematicamente indirizzate a favore di società riferibili agli stessi amministratori o, comunque, a soggetti compiacenti o, comunque, “vicini” all’amministrazione comunale.

Per la Procura di Vallo della Lucania si tratta di un sistema “grezzo ma estremamente efficace”: per i peculati, ad esempio, veniva rilasciata “regolare ricevuta”.

Era stata creata una vera e propria “rete” in grado di controllare la quasi totalità delle gare di appalto del Comune di Camerota, pilotandole verso società con a capo imprenditori collegati agli amministratori. Gli imprenditori, in cambio, fornivano agli amministratori somme di diverse migliaia di euro, assumevano personale indicatogli dagli amministratori stessi, eseguivano gratuitamente lavori edili privati, fornivano pass gratuiti per parcheggi e ormeggi gratuiti durante il periodo estivo. Si è appurato anche il sistematico ricorso alla falsificazione del bilancio comunale attraverso false attestazioni sull’avvenuto rispetto del patto di stabilità dal 2012 al 2015 certificando con delibere della giunta comunale, ogni anno, l’avvenuto rispetto dell’obiettivo prefissato.

Dodici le misure cautelari e 19 le perquisizioni domiciliari e personali, eseguite nei confronti di componenti l’amministrazione comunale di Camerota fino al 2017. Gli arresti in carcere riguardano gli ex sindaci Antonio Romano e Fernando Cammarano e l’ex assessore Rosario Abbate. Ai domiciliari, l’ex sindaco Antonio Troccoli, il figlio ex assessore Ciro Troccoli e Michele Del Duca. Tra gli indagati c’è anche A. C., vicesindaco di Vallo della Lucania, coinvolta nell’inchiesta in quanto presidente della società La Marina del Leone di Caprera. Nei suoi confronti l’autorità giudiziaria ha emesso un provvedimento di interdizione per un anno dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio.

 

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