BOURNEMOUTH (GB) – Dubbi su Restivo, inquietante analogia tra i casi Claps e Shin

Potrebbe esserci ancora un’analogia inquietante fra l’omicidio di Elisa Claps e quello di Jong-Ok Shin, studentessa sudcoreana, uccisa nel giugno 2002 in Inghilterra, a Bournemouth: le costole rotte. Sul caso riaperto nei giorni scorsi dall’avvocato Stefano di Giovanni, il difensore di Omar Benguit, già all’ergastolo per l’omicidio, torna l’avvocato della famiglia Claps Giuliana Scarpetta, che intende collaborare con il collega. Nonostante la perizia autoptica di Elisa sia secretata, è noto che, fra i reperti dell’incidente probatorio, vi siano anche alcune costole lesionate della salma ritrovata nella chiesa della Santissima trinità di Potenza. "Prenderò contatti con il collega che si è occupato del caso, il secondo in Inghilterra. Di Giovanni ha denunciato che chi aggredì Jong-Ok Shin lo fece con tale violenza da romperle le costole. E io trovo questa circostanza molto singolare".

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