Battipaglia (SA) – Preoccupazione per il futuro dell’Alcatel Lucent

Colpo di grazia. Come altro si può definire l’ennesimo atto della multinazionale Alcatel-Lucent diretto all’ultimo presidio esistente nel sud-Italia che ancora (per poco) può fregiarsi del prestigioso logo francoamericano? È quanto denunciano gli operai dello storico stabilimento Alcatel-Lucent di Battipaglia, in una lettera inviata alla nostra redazione. Nei primi anni ’90, nei due siti di Salerno e Battipaglia, la francese Alcatel dava lavoro a poco meno di 900 persone. Ad oggi si conta uno sparuto gruppo di 116 addetti, di cui 16 attualmente in Cassa Integrazione Guadagni Straordinari – questi ultimi già dichiarati a più riprese dall’azienda "esuberi strutturali", non reintegrabili alla chiusura del ciclo di CI.
Tutti i dipendenti sono tecnici laureati in discipline scientifiche, nella maggior parte dei casi formatisi nelle vicine Università di Napoli e Salerno. Nel 2012, un accordo sindacale firmato in sede ministeriale stabiliva il ricorso alla Cassa Integrazione Straordinaria (con reintegro dei lavoratori) per gli addetti del gruppo Optics (nato nel 2001 grazie a finanziamenti statali per 30 milioni di euro). Venerdì 19 aprile però il colpo di grazia. Presso il Ministero dello Sviluppo Economico in Roma, alla presenza delle R.S.U. Alcatel-Lucent ha espresso la richiesta di allargare il perimetro dell’accordo del 2012 allo scopo di includere altri 29 lavoratori, che costituiscono l’intero gruppo Digital Media & Advertising, da "trattare" ancora una volta mediante gli strumenti di CIGS ed incentivazione al licenziamento volontario. A conti fatti denunciano i dipendenti – tutto questo non vuol dire altro che la CHIUSURA del sito Alcatel-Lucent a Battipaglia.

Lascia un Commento