Baronissi: Facoltà di Medicina. La protesta degli studenti via web

Il 15 ottobre dovevano cominciare i corsi del primo anno della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno, ma l'eccessivo sovraffollamento delle aule ha reso di fatto impossibile lo svolgimento delle lezioni. Una condizione di disagio che è stata messa nero su bianco dagli studenti del primo anno e poi diffusa attraverso il web. 
I
giovani aspiranti medici dell’Ateneo salernitano chiedono che venga preservato il diritto allo studio, impossibile in poche aule strette e stracolme di matricole. I docenti sono stati costretti, scrivono gli atudenti ad interrompere le lezioni nel rispetto delle norme di sicurezza ed igiene.
Gli studenti hanno deciso di adire le vie legali presentando ricorso al Consiglio di Stato

“Il punto in questione è mettere in evidenza chi ha reso questo paradosso un’amara realtà: il Ministero dell’Istruzione ed il Tribunale Amministrativo Regionale. Il primo è risultato inadeguato nel supervisionare sul corretto svolgimento dei test di ammissione, e si è esentato dal pronunciarsi riguardo alle decisioni prese dal TAR, contribuendo ai disagi che si sono venuti a creare. Il Secondo (Tar), inoltre, è risultato incapace di stabilire dei criteri validi per valutare adeguatamente la questione, permettendo di fatto in maniera assolutamente indiscriminata l’ammissione alla facoltà, vanificando l’effettivo scopo del test”. Cosi' di legge nel testo che continua con "ciò che risulta essere in serio pericolo, oltre al nostro cammino universitario e lavorativo, è l’efficienza del sistema sanitario in un futuro alquanto prossimo, già costretto a far fronte all’inadeguatezza delle strutture ospedaliere nella formazione dei medici del futuro. In soldoni, più aumentano i rischi per gli studenti, più cresceranno in futuro i rischi per i pazienti“.

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