Badìa di Cava de’ Tirreni, Ministero ne rivaluta la candidatura a Patrimonio Unesco. L’intervista

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Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo è pronto a rivalutare la candidatura dell’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni a Patrimonio dell’Unesco.

Serviranno però nuovi fondi per approfondire la necessaria documentazione e il sindaco Vincenzo Servalli ha chiesto aiuto al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. 

Qualche nota di storia: la Badia di Cava ha una storia millenaria. Fu costruita da un nobile longobardo, Sant’Alferio Pappacarbone, divenuto nel frattempo un eremita con discepoli al seguito, nel 1011. Edificò dapprima la chiesa e un monastero. Nei secoli a venire la Badia prosperò, e al suo ordine appartenevano centinaia di chiese, abbazie, priorati e monasteri. Il suo potere temporale si estendeva in tutto il meridione, fino alla più lontana Sicilia. La Badia era molto ben vista anche dal Papa Urbano II, che la consacrò e, visto il rapporto fiduciario, le lasciarono in custodia alcuni antipapi. La Badia fu dotata anche di una fortezza per difendersi dagli attacchi dei pirati, il Corpo di Cava. Il percorso si snoda tra un antico cimitero sotterraneo longobardo, un chiostro dalla forma particolare, una sala con affreschi del 1600 e tanto altro ancora. La Badia possiede inoltre una biblioteca contenente oltre 80mila volumi e un archivio con circa 15mila pergamene. 

Sulla possibilità di rivalutare la candidatura dell’Abbazia di Cava de’ Tirreni a Patrimonio dell’Unesco, ascoltiamo il sindaco Vincenzo Servalli…

Servalli su Abbazia

 

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