Aveva solo il diploma, maestra salernitana licenziata. Si apre il dibattito

Ha avuto risalto nazionale, come prevedibile, la vicenda della maestra di scuola elementare di Salerno, licenziata dopo una sentenza della Corte d’Appello di Salerno, perchè non aveva i requisiti per restare nelle graduatorie dei precari storici in cui era entrata nel 2015 con sentenza in primo grado favorevole emessa dal giudice del lavoro di Salerno. La 40enne insegnava avendo solo il diploma e non la laurea.

Una vicenda complessa come quella di tutti i diplomati magistrali che comincia ad aver un impatto sulla vita reale dei docenti che si trovano in questa condizione.

“Serve una legge molto chiara che stabilisca quale deve essere la sorte dei diplomati magistrali fino al 2001-2002”, spiega l’avvocato Marta Borghese, legale della maestra di Salerno estromessa dalle Graduatorie a esaurimento (Gae) proprio a seguito della sentenza della Corte d’Appello di Salerno.

Sul caso è intervenuto, rispondendo alla Camera a un question time, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che ha parlato di “una situazione che rischia concretamente di mettere a repentaglio l’avvio del nuovo anno scolastico”. In ogni caso, ha chiarito, grazie all’inserimento nel “decreto legge Dignità” di una norma ad hoc si potranno avere a disposizione 120 giorni per dare esecuzione alle sentenze.

Tutto prende le mosse da una sentenza del Consiglio di Stato di dicembre 2017 che ha definitivamente chiarito che il possesso del solo diploma magistrale, anche se conseguito nell’anno scolastico 2001-2002, non costituisca titolo sufficiente per l’inserimento nelle Graduatorie a esaurimento. Alla luce di questo principio giurisprudenziale i diplomati magistrali dovranno essere cancellati dalle Gae man mano che interverranno le sentenze di merito, che presumibilmente si uniformeranno alle decisioni dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Chiara l’amarezza dei docenti – in tutto circa 7.500 – che rischiano di perdere il lavoro come la maestra di Salerno.

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