Autonomia Differenziata e lo scontro politico in Parlamento. Riflessioni con Angelo Raffaele Marmo

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Con il nostro editorialista Angelo Raffaele Marmo, condirettore di QN, oggi una riflessione sulla sfida dell’Autonomia Differenziata e lo scontro politico in Parlamento.

Pensavate di aver già visto tutto, insomma il peggio che la politica (che orrore chiamarla tale) potesse offrire? Bene, sappiate che ieri si è fatto un passo avanti importante, verso il più profondo dei gironi infernali: quello della vergogna. Protagonisti, sempre i nostri deputati, dico nostri, perché qualcuno di noi li ha pure votati. Ma andiamo per ordine. Dalla ‘X’ del deputato della Lega Furgiuele al ‘presente’ del collega di Fratelli d’Italia Padovani, passando per una maxi rissa in Aula. A Montecitorio succede di tutto, in quella che può senza dubbio essere considerata la giornata della vergogna da quando è iniziata la legislatura. Alla Camera si discute il disegno di legge sull’autonomia, fortemente voluto dalla Lega e dal suo ministro Roberto Calderoli (presente in Aula durante i lavori) e avversato con la medesima intensità dalle opposizioni.

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Le avvisaglie sul fatto che non sarebbe stata una seduta come le altre si erano avute nel pomeriggio durante la commemorazione di Silvio Berlusconi a un anno dalla scomparsa, con Forza Italia adirata per il duro discorso di Riccardo Ricciardi (M5S) al punto da abbandonare l’Aula. Ma è durante il dibattito sull ddl Calderoli che si scatena la bagarre. I deputati dell’opposizione, sventolano bandiere tricolore e intonano l’Inno di Mameli, dagli scranni del Pd parte un altro coro: è ‘Bella ciao’, la canzone dei partigiani. Il deputato della Lega Domenico Furgiuele non ci sta e con le braccia disegna una ‘X’ imitando il generale Vannacci, il simbolo della X Mas!. Furgiuele viene espulso dall’Aula. Il deputato Donno del M5S si avvicina a Calderoli con il tricolore: il ministro non gradisce l’omaggio, intervengono i commessi, pronti a braccare Donno.

Scoppia la bagarre, attorno a Donno si crea la ressa, Igor Iezzi della Lega prova a colpire Donno più volte. A un certo punto Donno cade per terra “come corpo morto cade”, direbbe il Poeta. Medici e operatori sanitari fanno il loro ingresso in Aula: si vede anche una barella e una carrozzina, sulla quale uscirà, dopo pochi minuti, Leonardo Donno con la faccia stravolta, condotto in infermeria dai camici bianchi. Il contendere? Il disegno di legge sull’autonomia, insomma il DdL Calderoli. Si fa per dire, in realtà è solo lo scontro tra i peggiori del Paese, che la stupidità di un popolo, noialtri, è riuscita a mandare in parlamento. Che vergogna. Su tutto questo, abbiamo chiesto l’opinione di Angelo Raffaele Marmo
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Marmo su parlamento
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