Attentato a Barcellona, tanti i salernitani nella città spagnola. Le loro testimonianze

Tanti salernitani a Barcellona nel giorno dell’attentato che ha causato 13 morti e almeno 100 feriti a La Rambla intorno alle 17 di ieri

Diverse le testimonianze affidate ai post sui social network o con messaggi ai parenti in Italia.

Ha tranquillizzato tutti sulle condizioni di salute il fratello del vicesindaco di Sarno, Gaetano Ferrentino. Anche Giuseppe Vicidomini e Manuel Allegri di Nocera Inferiore hanno scritto sui social network di stare bene. Valentina Nacchia, originaria di Pagani, è a Barcellona per ragioni di lavoro ed ha tranquillizzato tutti sulle sue condizioni di salute.

Sta bene anche Alessandro D’Amico, originario di Polla, contattato dalla nostra redazione

Stanno bene anche Alex Mele e Maurilia Morcaldi di Sala Consilina che fino alle 16 di ieri erano stati nei pressi del luogo della tragedia prima di tornare in albergo

Il salernitano Vanni Avallone su Facebook ha scritto: “Voglio tranquillizzare tutti. Non siamo coinvolti nell’attentato di Barcellona, ma per puro caso abbiamo pranzato proprio lì alle 15 e per puro caso non ci siamo rimasti. Barcellona è sotto assedio, hanno chiesto agli stranieri di rimanere in albergo”

A raccontare all’ANSA il clima di paura e di attesa che si respira, è invece il salernitano Gianluca Marino. “Qualche minuto prima che il furgone si catapultasse sulla folla – ha detto – stavo per passare proprio di là. Potevo esserci io tra quei morti e quei feriti. E, invece, siccome la mia compagna ritardava a uscire dalla stanza dell’albergo dove ci troviamo, ho fatto tardi e ho assistito inerme all’ultima parte della corsa del mezzo. Poi ho sentito un gran baccano di gente che urlava, ambulanze e sirene e ho sentito anche uno sparo. Poliziotti con i mitra e uomini dei reparti speciali hanno, intanto, circondato il ristorante”. “All’inizio – ha detto ancora Marino – si sentiva un gran baccano. Poi più nulla. Non posso neanche sporgermi dalla finestra per guardare fuori. Mi trovo al primo piano dell’albergo Lloret. Non posso far altro che ascoltare i rumori che arrivano dall’esterno e sperare che tutto finisca quanto prima per il meglio”. Marino parla all’Ansa anche di una “busta nera che ha visto”. Poco prima dell’attentato – ha detto ancora – ho visto un uomo aprire un tombino e buttarci dentro una busta nera. 

Lascia un Commento