Archiviata inchiesta su De Luca per istigazione al voto di scambio

Archiviata l’inchiesta sul governatore della Campania De Luca per le accuse di istigazione al voto di scambio.

Una vicenda che tutti ricordano come quella della “frittura di pesce”, scaturita dalle dichiarazioni di De Luca fatte in un albergo di Napoli in occasione di un incontro di partito prima del Referendum costituzionale.

Ieri, il  gip del Tribunale di Napoli, Luisa Toscano, ha archiviato l’inchiesta.

L’inchiesta fu avviata dopo la pubblicazione sul sito de ”Il fatto quotidiano” dell’audio della riunione, con circa 300 tra sindaci e amministratori locali, durante la quale De Luca rivolse loro l’invito ad impegnarsi attivamente per il si’. In particolare rivolgendosi al sindaco di Agropoli chiese il massimo impegno e anche ad offrire fritture di pesce ai concittadini per invogliarli a votare. L’archiviazione è stata disposta nelle scorse settimane ma solo ieri si è avuta conferma della decisione del giudice. Nel corso dell’incontro, svoltosi in un albergo napoletano, il governatore invitò scherzosamente con linguaggio colorito gli amministratori a attivarsi offrendo anche ”fritture di pesce” e gite in barche.

Il gip, condividendo le conclusioni del pm, ha ritenuto insussistente l’iniziale ipotesi di reato. Il pm, dopo aver messo l’accento sul tono ”goliardico e scherzoso” dell’invito, ha affermato che per la risonanza mediatica prodotta dalla pubblicazione dell’audio in ogni caso non sarebbe stato verosimile che qualcuno degli amministratori desse seguito all’invito.

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