Erano circa tremila le persone che ieri pomeriggio in corteo ad Agropoli hanno manifestato, per chiedere la riapertura del locale ospedale, chiuso da anni e solo parzialmente riattivato.
La manifestazione è partita dal palazzo del Comune e dopo aver attraversato le strade cittadine si è conclusa davanti ai cancelli dell’ospedale in via Pio X. Alla mobilitazione hanno partecipato cittadini, associazioni, sindacati, studenti e amministratori locali ed esponenti politici. L’iniziativa è stata promossa dal comitato “Pro Ospedale”, impegnato da tempo nel sollecitare il ripristino dei servizi sanitari sul territorio.
Attualmente la struttura garantisce prestazioni limitate, con un punto di primo soccorso non inserito nella rete dell’emergenza-urgenza. Una condizione che, secondo i promotori della protesta, non è sufficiente a coprire un bacino di utenza di circa 80mila residenti, utenti che aumentano di molto durante i mesi estivi. Tra le richieste avanzate, la riattivazione del pronto soccorso e l’attivazione di reparti come cardiologia e chirurgia d’urgenza. L’appello è rivolto alla Regione Campania. A dare sostegno all’iniziativa anche il messaggio del vescovo di Vallo, Vincenzo Calvosa che ha espresso vicinanza alla comunità sul tema del diritto alla salute.
Per fare il punto sulla situazione venutasi a determinare con gli anni all’ospedale di Agropoli abbiamo invitato in diretta Biagio Tomasco, segretario provinciale del sindacato degli infermieri Nursind Salerno.
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