Antonio Esposito Ferraioli vittima innocente della criminalità organizzata. Depositate le motivazioni della sentenza

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Antonio Esposito Ferraioli è una vittima innocente della criminalità organizzata: nei giorni scorsi la Corte d’appello di Salerno ha rigettato il ricorso presentato dal Ministero degli Interni contro il riconoscimento del sindacalista paganese, cuoco presso la Fatme, assassinato il 30 agosto del 1978.

Sono state depositate le motivazioni della sentenza emessa il 12 aprile scorso dalla sezione lavoro della Corte d’Appello di Salerno.

“Il movente, la modalità e la finalità eliminatoria sono fortemente sintomatici del connotato di criminalità organizzata in cui si è maturato e portato a compimento il delitto ai danni della vittima designata. L’omicidio in cui è rimasto vittima l’Esposito – è scritto nelle motivazioni – è riconducibile ad ambienti di criminalità organizzata in un territorio dilaniato da aspre guerre fra clan camorristici, ai quali la vittima era totalmente estranea ed ai quali, con la sua stringente azione rivendicatoria sindacale, aveva osato dar fastidio”.

Il quadro ricostruito dalle indagini e dal procedimento evidenza che l’esecuzione fu “compiuta da almeno due autori e un mandante, eseguita in un’area densamente criminalizzata”.

 

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