Amianto, in Campania 4mila strutture in cui è ancora presente la fibra killer

Ad oggi in Campania sono 4000 le strutture in cui è presente amianto per un totale di circa 3 milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto. Di queste, 3 sono siti industriali, 85 sono edifici pubblici, 955 sono edifici privati. Tutti questi casi non erano presenti nell’indagine del 2015. 3.043 sono invece le coperture in cemento amianto, lo stesso del 2015.

È questa la fotografia scattata dal dossier “Liberi dell’amianto? I ritardi dei Piani regionali, delle bonifiche e delle alternative alle discariche”, realizzato da Legambiente a tre anni dall’ultimo report  e presentato in vista della giornata mondiale delle vittime dell’amianto che si celebrerà domani 28 aprile.

A 26 anni dalla Legge 257/92 che ha messo al bando l’amianto, in Italia questa fibra killer continua ad essere ancora molto diffusa e a minacciare la salute dei cittadini e l’ambiente. A gravare sulle spalle dell’Italia anche i ritardi legati agli obblighi di legge e in particolare ai piani regionali amianto che dovevano essere pubblicati entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge e che mancano ancora in alcune Regioni.

In Campania, in base agli ultimi rilevamenti, solo 3 edifici pubblici sono stati bonificati, 82 sono quelli ancora non ancora bonificati. Per le altre voci i dati non sono disponibili. La regione Campania ha approvato il piano regionale amianto, previsto dalla legge 257/92 e ha completato le attività di censimento e mappatura. Tallone d’Achille resta lo smaltimento dell’amianto: in Campania mancano impianti specifici per l’amianto e non sono neanche previsti dal piano regionale sui rifiuti.

A livello sanitario il quadro complessivo che emerge è abbastanza preoccupante. In Italia sono 21.463 i casi di mesotelioma maligno tra il 1993 e il 2012. A livello regionale il territorio più colpito è la Lombardia con poco più di 4mila casi. In Campania sono 1.139.

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