Da oltre 60 ore un’ambulanza di Nocera è bloccata nel pronto soccorso dell’ospedale Mercato San Severino, con a bordo una donna di 94 anni sulla barella.
Il mezzo è lì dalle 23.41 dell’11 gennaio.
L’episodio è stato confermato anche dal direttore del 118 della provincia di Salerno, Domenico Violante, che dà notizia anche di un’altra ambulanza bloccata nello stesso pronto soccorso da lunedì, sempre con un paziente, di cui non si hanno notizie. Al momento, quindi, sono due le ambulanze ferme all’ospedale Curteri di Mercato San Severino. Violante ha già scritto alla direzione dell’Asl.
“Le ambulanze – spiega Violante – sono in qualche modo ‘sequestrate’ dal pronto soccorso che non ha barelle per i pazienti e quindi trattiene quella dell’ambulanza che, in questo modo, non può essere utilizzata”.
Il direttore Violante sottolinea che le barelle del 118 non sono idonee per far stazionare i pazienti. Sono corte, sono fatte per il trasportare il paziente dal luogo dell’evento all’ambulanza, quindi hanno una struttura che le rende anche pericolose. “Stiamo cercando di alleviare anche loro, facendogli fare pause per andare a mangiare e non stazionare tutto il tempo in attesa. È molto stressante per gli operatori che, tra l’altro, in queste ore non hanno un posto dove stare”, ha concluso il direttore del 118 della provincia di Salerno.
A Radio Alfa il commento di Antonio Capezzuto, segretario Funzione Pubblica Cgil Salerno
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Siamo in mano a gente incompetente
1) Al fine di annullare la medicina difensiva causa di tutti i mali (lunghe liste d’attesa per esami e visite per lo più inutili;ricorso inappropriato al pronto soccorso; degenze che si prolungano più del necessario ecc…..) bisogna abolire la responsabilità professionale del medico dipendente pubblico, escludendo la responsabilità per dolo;
2) unire in un solo organico medicina e pronto soccorso;
3) sburogratizzate il lavoro dei medici abolendo il processo di aziendalizzazione;
4) fare ritornare in corsia gli infermieri che lavorano negli uffici.
5) incompatibilità assoluta del medico pubblico con ogni forma di attività privata escludendo anche l’ intramenia . Dovrà esserci una separazione netta tra pubblico e privato.
6) Ritornare a parlare di servizio sanitario pubblico, mai più in termini di azienda dove il paziente viene chiamato cliente, mercificando la salute delle persone; ogni cittadino dovrà essere uguale ad ogni altro cittadino la differenza la farà solo la malattia.