Alberi di Natale “vivi” dopo lo smontaggio. L’appello della Consulta Nazionale dell’Agricoltura

Terminate le feste di Natale si propone il problema degli alberi di Natale, con radici utilizzati per gli addobbi. Rosario Lopa, rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura lancia un appello affinchè non finiscano tra i rifiuti.

Nel caso in cui non si abbia la possibilità di piantare l’albero, sarebbe opportuno donarlo ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni che provvederanno al recupero della pianta.

Gli abeti, ad esempio, hanno bisogno di una determinata altitudine (almeno oltre i 1.000 metri) e di zone topo climatiche particolari: piantarli nel giardino di casa o sul terrazzo potrebbe provocare una inutile sofferenza a queste piante già stressate dal caldo, dagli addobbi e dalla mancanza di luce. In particolare l’abete rosso deve essere utilizzato in modo corretto, quindi non per il rimboschimento, ma come pianta da giardino, ma cresce solo sull’arco alpino e in alcune isole dell’Appennino tosco-emiliano e piantarlo fuori da queste zone significherebbe creare problemi di inquinamento genetico. Sarebbe opportuno quindi donarlo ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni.

Dagli alberi ormai inutilizzabili viene ricavato il legno, mentre le piante in migliori condizioni vegetative vengono trasportate e trapiantate in luoghi idonei al loro attecchimento.


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