Al via in 11 città italiana i primi corsi per l’uso della pistola elettrica Taser

Al via la sperimentazione per l’utilizzo del Taser, la pistola a impulsi elettrici per gli agenti delle forze dell’ordine. Dopo il via libera del 4 luglio da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini, da lunedì prossimo partiranno i primi corsi di formazione, che in questa fase riguarderà solo pochi agenti delle questure di Milano, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi e Genova.

La procedura per la messa in dotazione del Taser alle forze dell’ordine ha avuto inizio nel 2014 e, secondo quanto stabilito dal decreto, coinvolgerà in una prima fase 11 città, quindi oltre a quelle già elencate anche Napoli, Torino, Bologna, Firenze e Palermo. Nel provvedimento peraltro è sottolineato che la fase di sperimentazione sarà affidata alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza.

Alla fase di sperimentazione farà poi seguito un disciplinare redatto da un apposito gruppo interforze. Nelle linee guida approntate dal Dipartimento della pubblica sicurezza il Taser viene definito “arma impropria’, che utilizza cioè impulsi elettrici per inibire i movimenti del soggetto colpito. In termini operativi la distanza consigliabile per un suo uso efficace è compresa tra i 3 e i 7 metri. Con l’accortezza, viene suggerito, di mostrarlo “senza essere impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto”. In caso contrario è possibile ‘sparare’ il colpo, ma considerando “per quanto possibile il contesto dell’intervento e i rischi associati con la caduta della persona dopo che la stessa è stata attinta”. E’ poi anche opportuno tenere conto della “visibile condizione di vulnerabilità” del soggetto da colpire.

Il Taser, ha ricordato il Viminale, è già utilizzato dagli agenti di polizia di oltre 100 Paesi, tra questi anche Australia, Brasile, Canada, Finlandia, Germania, Repubblica Ceca e Grecia.

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