Sono entro i limiti i livelli di inquinamento al porto di Salerno dove sono state installate centraline dell’Arpac per monitorare l’aria in seguito alle segnalazioni di diversi cittadini sulla presenza di fumi emessi dalla navi ormeggiate al porto.
Il laboratorio mobile dell’Arpac, installato al Varco Guaimario, ha fornito un primo report sui campionamenti effettuati tra il 24 e il 28 settembre, fornendo la prima risposta scientifica alle preoccupazioni di residenti e comitati ambientalisti. Sotto esame la presenza di ossidi di azoto, l’anidride solforosa e polveri sottili. Come scrive oggi La Città di Salerno, i risultati ufficiali certificano che non si registrano criticità normative: le navi utilizzano carburanti più puliti. Incrociando i dati ambientali con gli orari di arrivo delle navi, emerge però una correlazione diretta tra l’inquinamento al porto di Salerno e le manovre d’attracco.
I dati dell’Arpac dimostrano che l’impatto delle navi non costituisce un pericolo immediato per la salute pubblica, ma rendono urgente un intervento infrastrutturale. La soluzione decisiva per abbattere l’inquinamento al porto di Salerno è accelerare sul progetto del Cold Ironing, ovvero l’elettrificazione delle banchine che permetterà alle navi di spegnere i motori termici e collegarsi a una rete elettrica di terra. Questa mattina, ne abbiamo parlato con il collega della Città di Salerno, Domenico Gramazio.
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Domenico Gramazio su dati Arpac al porto di Salerno
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