
Sicurezza nelle strutture ospedaliere, cosa fare?
È solo l’ultimo in ordine di tempo l’episodio di violenza nei confronti di operatori sanitari verificatosi ieri mattina all’interno del Reparto di Ematologia dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.
Un paziente di nazionalità straniera, già in cura dal 2024, con evidenti segni di disagio sociale sfociati in pregresse richieste e segnalazioni di consulenze psicologiche e psichiatriche, ha minacciato e usato violenza nei confronti del personale medico e infermieristico impegnato nell’assistenza, causando danni anche alle suppellettili ed arredi.
Un fenomeno preoccupante, la Asl di Salerno, in autunno scorso, aveva annunciato un nuovo progetto pilota che prevede l’utilizzo di bodycam, simili a quelle già utilizzate dalle forze di polizia, per proteggere gli operatori sanitari. L’iniziativa nasce in risposta all’aumento di episodi di aggressioni contro il personale medico, un problema particolarmente grave negli ultimi mesi, con diversi casi registrati in Campania. Secondo i dati, nel 2024 le aggressioni al personale sanitario in Italia sono aumentate del 33% rispetto all’anno precedente, con la Campania tra le regioni più colpite. La crescente frequenza di episodi di violenza mette a rischio la salute e la sicurezza di chi lavora ogni giorno per offrire cure alla cittadinanza. Ne abbiamo parlato con Mario Polichetti, medico e sindacalista della Fials
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