Aggressione all’ospedale Ruggi di Salerno, le richieste di politica e sindacati

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Hanno reagito con rabbia al dolore per la perdita di un familiare, scagliandosi contro il personale sanitario che aveva assistito il paziente.

E’ quanto accaduto giovedì nelle corsie dell’ospedale ‘San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona’ di Salerno. Un episodio che conferma il preoccupante incremento delle aggressioni subite dagli operatori sanitari in tutta Italia. 

In seguito al decesso di un 70enne, il figlio e il nipote dell’uomo hanno dato in escandescenza, aggredendo un medico e un infermiere del reparto di Pneumologia. Entrambi sono stati identificati e denunciati dagli agenti della sezione Volanti della Questura di Salerno. Ma quanto successo a Salerno ha riacceso soprattutto il dibattito sulla necessità di garantire tutele e sicurezza agli operatori sanitari. 

 

“Questo tema deve necessariamente essere affrontato con urgenza e in maniera risolutiva affinché non si verifichino più simili reati”, ha evidenziato il sottosegretario alla Difesa, il salernitano Angelo Tofalo, a cui ha fatto eco l’europarlamentare della Lega, Lucia Vuolo per la quale servono maggiori tutele per medici e infermieri e bisogna rinforzare la sicurezza nei presidi maggiormente a rischio, in primis nei Pronto soccorsi. Tutele che, secondo l’Ordine dei Medici di Salerno e la direzione commissariale del Ruggi, potrebbero arrivare con l’approvazione della legge sulla violenza in sanità che comporterà il riconoscimento dello status giuridico di ‘pubblico ufficiale’ per gli operatori impegnati nell’assistenza sanitaria.

Il sindacato chiede al presidente della Regione Campania di estendere anche al Ruggi di Salerno la richiesta effettuata al ministero dell’Interno di presidi di polizia nei plessi ospedalieri campani.

 

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