Afghanistan: Comandante brigata Garibaldi, non e’ come l’Iraq

"Non si può dire che l'Afghanistan sia sicuro al cento per cento ma di certo non si può paragonare all'Iraq. Qui l'Italia e gli altri Paesi hanno fatto un lavoro importante, e almeno ad Herat la gente si fida delle istituzioni". Così il generale Maurizio Angelo Scardino, comandante della Brigata Bersaglieri Garibaldi, durante la breve cerimonia di saluto, tenutasi oggi del contingente italiano in partenza per Herat in Afghanistan nell'ambito della operazione della Nato "Isaf". I bersaglieri della Garibaldi, tra cui moltissimi di istanza a Persano ed al reggimento guide a Salerno, avvicenderanno la Brigata "Sassari" e, in pratica, avranno il compito di chiudere il 31 dicembre 2014 la missione Nato iniziata dopo l'invasione dell'Afghanistan e la cacciata dei talebani successive all'attentato delle Torri Gemelle. Già nel 2006 la Garibaldi chiuse in Iraq la missione 'Antica Babilonia'. "Entro fine anno spiega Scardino il contingente italiano nel territorio afghano che oggi conta 2400 soldati, si ridurrà a 800 unità. Gli italiani hanno presentato 1300 progetti – ha affermato Scardino  – sono stati poi costruiti 44 poliambulatori, un ospedale, un altro per il recupero di tossicodipendenti, abbiamo riportato a scuola in tutto il Paese 9 milioni di bimbi mentre oltre 10 anni fa solo un milione di piccoli frequentava gli istituti. Oggi l'Afghanistan è sicuramente un Paese diverso da molti anni fa, in cui esistono uno Stato con delle istituzioni".

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