A Salvitelle la tradizionale corsa a piedi nudi per san Sebastiano, ascolta uno dei partecipanti

Come ogni anno torna puntuale domani pomeriggio dalle 18 a Salvitelle la tradizione corsa in onore del santo protettore, san Sebastiano.

La corsa si svolge dalla cima della Serra San Giacomo, colle che sovrasta alcune centinaia di metri Salvitelle, fino alla Cappella del Santo.

Vi prenderanno parte concorrenti di ogni età purché nati o residenti a Salvitelle che, come vuole la tradizione, scendono a piedi nudi per sentieri impervi tra roveti e sterpi.

Al termine della corsa dopo aver baciato, per devozione, il piede del simulacro del Santo, tutti i partecipanti si lavano i piedi in una tinozza in cui viene versato il vino di Salvitelle per disinfettare le ferite provocate dal terreno accidentato.

La gara ha un’origine storica precisa che risale al periodo della dominazione francese tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800. Infatti nel 1791, Serra San Giacomo fu campo di esercitazione dei fucilieri francesi da montagna.

I pastori del posto, legati anche loro alla Monarchia come tanti cittadini del Sud, per beffarsi dei soldati francesi, che prima d’intraprendere la scalata si stringavano bene gli scarponi, gareggiavano con loro, salendo e scendendo dal monte, a piedi scalzi, tra la spinosa vegetazione del monte.

Al termine della corsa viene poi disputato il torneo di lotta greco-romana con le stesse regole della corsa per quanto riguarda i partecipanti.

La nostra Lucia Giallorenzo ha incontrato un cittadino di Salvitelle, Giuseppe Perretta, che annualmente prende parte alla corsa.

 

Riascolta la sua testimonianza QUI

Intervista Perretta corsa Salvitelle

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