
Cemento illegale, inquinamento, pesca di frodo e violazioni del Codice di navigazione: il 2024 è stato un annus horribilis per le coste e i mari italiani, con un boom dell’aggressione illegale.
Nel 2024 sono stati ben 25.063 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, +9,2% rispetto al 2023, di cui 12.663 nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. In particolare, anche quest’anno la Campania prima in classifica con 4.208 illeciti penali, poi Sicilia, Puglia e Calabria.
Ad aumentare in maniera ancora più significativa gli illeciti amministrativi:+21,4% rispetto al 2023.
Per un totale, sommando reati e illeciti amministrativi, si registrano una media di 9,5 per km di costa, uno ogni 105 metri. A primeggiare si confermano i reati relativi al ciclo illegale del cemento, a cominciare da quelli connessi all’abusivismo edilizio che costituiscono il 41,2% del totale di quelli accertati nel 2024.
La crescita più consistente si registra sul tema dell’inquinamento, dalla mala depurazione al ciclo illegale dei rifiuti (+24,4% rispetto al 2023). Balzo anche delle violazioni del Codice di navigazione e nautica da diporto, anche in aree protette, (+9,4% rispetto al 2023) e dalla pesca illegale (+6,7% rispetto al 2023).
La denuncia arriva dal report ‘Mare Monstrum’ 2025 di Legambiente – elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto, frutto di 935.878 controlli eseguiti nel 2024 – pubblicato alla vigilia del quindicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica, Angelo Vassallo.
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