SALERNITANA – Ganci, l’uomo della provvidenza

Giunto a Salerno dal Cittadella in punta di piedi, nelle battute conclusive del mercato di riparazione di gennaio, a completamento dell’organico, Massimo Ganci sta trascinando pian piano la Salernitana verso la salvezza. Tre gol pesanti nelle ultime due partite, quattro nella gestione Brini, tre punti nel derby contro l’Avellino, doppietta di splendida fattura ed altri tre punti nella trasferta di Ascoli! Sei punti, e per Ganci, così come per la Salernitana, la stagione è cambiata di colpo così come le prospettive. Costantemente alla ricerca di un bomber, di qualcuno in grado di poter rimpiazzare Di Napoli fuori-forma e Fava debilitato da troppi infortuni, Brini ha avuto coraggio e fortuna tirando fuori dal cilindro l’attaccante proveniente dal Cittadella, attaccante cui, da tempo, era stato appiccicato l’aggettivo “asfittico” in virtù di una vena realizzativa che si era andata via via spegnendo dopo gli incoraggianti esordi di Monza e Bari. Ha avuto coraggio il tecnico di Porto S. Elpidio a rinunciare a Fava e Di Napoli in occasione della gara più importante della stagione, nella partita di Ascoli quella che la Salernitana doveva vincere a tutti i costi. Coraggio che era, invece, clamorosamente mancato a chi l’aveva preceduto (Castori ndr) che, dovendo fare a meno – nella trasferta di Vicenza – di entrambi gli attaccanti titolari, preferì puntare sul carneade Fragiello piuttosto che sul nuovo eroe granata. “Ganci non è una prima punta” sentenziò Castori all’indomani della gara, frase che, alla luce del rendimento sfoggiato da Ganci nell’ultimo periodo, spiega molte cose….Non ha avuto tentennamenti, invece, Fabio Brini che pur non lamentando defezioni in prima linea, ha semplicemente scelto, scelto di provare a vincere rinunciando, volontariamente, a Fava e Di Napoli: un assurdo solo qualche settimana fa. Ed invece il baffuto tecnico di Porto S.Elpidio l’ha fatto partendo da un concetto semplice, probabilmente banale, ma di assoluta efficacia più volte ripetuto nel corso delle ultime settimane: “in campo ci vanno i giocatori più in palla, quelli che hanno più benzina nel serbatoio”. Si spiega così l’inserimento di Ganci ma non solo. Si spiegano così un po’ tutte le scelte effettuate dal trainer granata nell’ultimo periodo, una rivoluzione silenziosa ma importante, massiccia, perchè ad Ascoli hanno trovato spazio Pinna, Russo, Fatic, Soligo, Merino e appunto Ganci mentre sono scivolati irrimediabilmente dietro Marchese, Coppola, Ciaramitaro, Fava e Di Napoli, giocatori che con Castori, condizioni fisiche permettendo, trovavano sempre spazio. Una scelta facile, scontata, banale ma solo all’apparenza, a parole.

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