SALERNITANA – Cari, una scelta obbligata

L’attende un compito difficile, arduo. Marco Cari sa bene che accettando l’incarico propostogli da Lombardi ed Acri ha assunto una responsibilità importante. Carneade in cadetteria, con alle spalle buone esperienze in C1 e C2, il tecnico di Ciampino, cugino dell’avvocato Rotella legale di fiducia della famiglia Zavaglia, smaniava dalla voglia di cimentarsi su un palcoscenico più importante e prestigioso, forse non s’attendeva di doversi esibire con queste premesse, in questo contesto, ma l’occasione non poteva che essere presa al volo. Per questo, a differenza degli altri allenatori contatti, non ha chiesto un biennale, non ha chiesto cifre da capogiro, non ha chiesto robusti investimenti sul mercato accontentandosi a priori di una squadra che non meriterà zero punti in classifica ma che, comunque, presenta innumerevoli lacune. E proprio questo sarà il compito dell’ex allenatore di Taranto e Arezzo: il compito di ridurre all’osso i limiti di questo gruppo, mascherarli il più possibile, ed esaltare le qualità che non mancano. Ci riuscirà, avrà fatto un mezzo miracolo. Il punto è che non avrà a disposizione molto tempo perchè non avrà a disposizione molto tempo per sbagliare, per commettere anche il più elementare e scontato degli errori. Oggi a Piacenza, poi in casa contro l’Ascoli, quindi Cesena e Cittadella; a ben pensare tutti scontri diretti contro squadre che, almeno nelle premesse, lotteranno per evitare la retrocessione. Non avrà molto tempo Marco Cari, non avranno molto tempo i calciatori che compongono il gruppo, ma non avranno molto tempo anche Antonio Lombardi e Guglielmo Acri cui va ascritta per intero la programmazione tecnica, la scelta degli uomini, le fortune ma anche i risultati negativi della Salernitana. Il credito è terminato così come sono terminati gli alibi. Almeno per la prima uscita ufficiale, per la gara in programma al Garilli, Cari cambierà poco o niente rispetto al copione del suo predecessore. Troppo poco tempo a disposizione del tecnico di Ciampino per poter incidere profondamente sull’assetto della Salernitana. Gli unici correttivi, accorgimenti, dovranno, così essere di natura esclusivamente psicologica, la classica reazione nervosa successiva al cambio alla guida tecnica. A Piacenza sarà fondamentale non perdere e questo per rasserenare un po’ gli animi e rigenerare, al tempo stesso, il morale del gruppo che oggi è, decisamente, sotto i tacchi. Spazio quindi ad un accorto 4-4-2 con Galasso, Kyriazis, Fusco e Bastrini in difesa, Soligo, Montervino, Carcuro e Statella a centrocampo, Cozza e Caputo in prima linea.

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