ROMA – Cassazione, il dipendente in carcere non perde il posto di lavoro

Non perde il posto di lavoro il dipendente che finisce in carcere e non può svolgere la sua abituale attività lavorativa purché l’azienda, dalla quale dipende, non sia costretta ad assumere nuovo personale per rimpiazzarlo nelle sue mansioni. Il lavoratore detenuto, però, non avrà diritto a ricevere lo stipendio nel periodo in cui rimane in prigione. Lo sottolinea la Corte di Cassazione con la sentenza numero 12.721. Con questa decisione la Suprema corte ha respinto il ricorso di una società impegnata in lavori di progettazione, esecuzione e gestione delle opere di trattamento delle acque e dei rifiuti in un impianto di proprietà della Regione Campania, che chiedeva il licenziamento di un operaio, reintegrato nel posto di lavoro dalla Corte d’appello di Napoli, nel 2005.

 

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