POTENZA – Vittorio Emanuele a giudizio per associazione a delinquere

Vittorio Emanuele di Savoia sarà processato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici funzionari. A distanza di oltre tre anni dal clamoroso arresto disposto dal Gip di Potenza, ieri sera nel capoluogo lucano, l’udienza preliminare durante la quale, il gup Luigi Barrella ha rinviato a giudizio l’erede di Casa Savoia. Vittorio Emanuele, attraverso il suo avvocato, ha espresso "una profonda delusione sul piano tecnico" per la sentenza di rinvio a giudizio. Il processo di Vittorio Emanuele, che comincerà a partire dal prossimo 21 dicembre, era stato chiesto dal pm Woodcock nell’ambito dell’inchiesta denominata "Savoiagate". Nel giugno del 2006 l’inchiesta portò all’arresto di altre 12 persone con le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla prostituzione, alla corruzione, alla concussione, falsità ideologica, minacce e favoreggiamento. Dall’inchiesta che portò in carcere Vittorio Emanuele scaturì quella conosciuta come "Vallettopoli" e che nel marzo del 2007 fece finire in carcere per 33 giorni, il fotografo dei vip Fabrizio Corona.

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