Pensionati a Salerno, l’80% vive con meno di 1000 euro al mese

Più dell’80% delle pensioni in provincia di Salerno è al di sotto della soglia di povertà, cioè meno di 1.000 euro al mese, delle quali quasi il 54% è addirittura al di sotto dei 500 euro mensili.

Sulla questione torna la Federazione Pensionati della Cisl Salerno sostenendo che non c’era bisogno degli indicatori della Svimez per avere conferma della situazione di crisi in cui versa il territorio provinciale.

Ci sono anziani che non riescono a curarsi per gravi patologie tumorali per poter mangiare e arrivare a fine mese.

Il segretario provinciale del sindacato, Giovanni Dell’Isola, afferma che la ricerca della Svimez è la conferma di una realtà che chi opera nel sociale conosce e tocca con mano ogni giorno. Parlare di persone che si trovano al di sotto della soglia di povertà è solamente  un eufemismo. Molti di loro non riescono nemmeno a comprare le medicine per curarsi e nemmeno i generi alimentari di cui hanno bisogno.

Nel dettaglio, ad avere la peggio secondo la Cisl pensionati, è sempre chi vive con la pensione dell’Inps. Il 62% dei pensionati della provincia di Salerno, infatti, vive con meno di 500 euro, mentre solo il 31% arriva a 1.000 euro. Restano pochi invece i fortunati che raggiungono 1.500 euro (4,2%), 2.000 euro (1,6%) o superano i 2.000 euro (1%).  Sta un po’ meglio, invece, chi riceve la pensione ex Inpdap. Sono infatti più numerosi quelli che hanno una pensione che oscilla tra i 1.000 e 1.500 euro. Sono il 31%, mentre sono il 22% coloro che toccano quota 2.000 euro.  

Secondo Dell’Isola, occorre rivedere l’automatismo che lega l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita come richiesto dalle organizzazioni  sindacali, individuando quei lavori particolarmente gravosi e pesanti che non possono essere svolti dopo una certa età.

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